Polisonnografia

Il sonno sta alla base della salute fisica e mentale. Di conseguenza, quando la sua qualità o la sua quantità è compromessa, ne risentono inevitabilmente l’attenzione, l’umore, la memoria e, a lungo termine, la salute cardiovascolare e metabolica. La polisonnografia (PSG) è l’esame diagnostico di riferimento per l’analisi oggettiva e dettagliata del sonno e dei disturbi correlati. Questo esame non invasivo registra simultaneamente una serie di parametri fisiologici durante la notte, fornendo un quadro completo del comportamento del corpo mentre si dorme.

Presso la Clinica Lucchi, la polisonnografia viene eseguita utilizzando strumentazioni moderne e affidabili, come il dispositivo Embletta, per garantire la massima accuratezza diagnostica e il miglior comfort possibile.

A cosa serve

La polisonnografia è un esame che serve a monitorare e registrare l’attività fisiologica del paziente durante il sonno. Il suo obiettivo primario è quello di identificare, classificare e quantificare i disturbi del sonno che il paziente non è in grado di rilevare in autonomia.

L’esame permette di valutare in modo simultaneo e oggettivo diversi parametri vitali: viene registrata l’attività cerebrale (tramite elettroencefalogramma, EEG) per definire le fasi del sonno (REM e non-REM) e le sue architetture; si monitora l’attività respiratoria, misurando il flusso d’aria nasale/orale e i movimenti toracici/addominali per identificare apnee e ipopnee; si tiene traccia dell’attività cardiaca (elettrocardiogramma, ECG) e dei livelli di saturazione di ossigeno nel sangue (ossimetria); infine, si registrano l’attività muscolare (elettromiogramma, EMG) e i movimenti degli arti, essenziali per la diagnosi della sindrome delle gambe senza riposo.

La finalità di questo monitoraggio completo è fornire al medico specialista (pneumologo, neurologo o otorinolaringoiatra) i dati necessari per stabilire la causa diurna della stanchezza o del malessere notturno. In assenza di questo esame, molte patologie rimarrebbero nascoste o diagnosticate in modo errato.

Come si svolge

L’esecuzione della polisonnografia è ottimizzata per garantire la massima accuratezza clinica unita al comfort del paziente. Per molti disturbi, come l’apnea ostruttiva del sonno, si predilige la modalità domiciliare, che consente al paziente di dormire nel proprio letto, in un ambiente familiare, ottenendo così dati più fedeli al sonno abituale.

Il dispositivo utilizzato per il monitoraggio a domicilio dai professionisti della Clinica Lucchi è il sistema Embletta, uno strumento portatile e compatto, molto affidabile per la registrazione di tipo III e IV (ossia per i test cardio-respiratori più completi).

Prima di coricarsi, un tecnico specializzato prepara il paziente e applica i sensori, in modo rapido e indolore. A seconda del tipo di polisonnografia, vengono applicati  sensori respiratori, cioè fasce elastiche posizionate sul torace e sull’addome per registrare i movimenti respiratori e una cannula nasale per misurare il flusso d’aria e lo sforzo, e un sensore di ossimetria, cioè una clip  applicata al dito per monitorare costantemente la saturazione di ossigeno e la frequenza cardiaca.

Il dispositivo registra continuamente i dati per tutta la durata del sonno. Al mattino, il paziente restituisce l’apparecchio e i dati raccolti vengono scaricati, elaborati e analizzati in dettaglio dal medico specialista per formulare il referto diagnostico.

Il comfort del monitoraggio domiciliare è un grande vantaggio, poiché riduce l’effetto “prima notte” (l’ansia e l’alterazione del sonno tipiche dell’ambiente ospedaliero).

Richiedi maggiori informazioni sulla polisonnografia domiciliare con Embletta. La diagnosi è il primo passo verso un sonno di qualità.

Quando è consigliato fare la polisonnografia

L’indicazione principale per la polisonnografia è la necessità di confermare o escludere la presenza di un disturbo respiratorio del sonno (DRS), in particolare la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).

Questo esame è caldamente consigliato, quindi, quando il paziente o il suo partner riferiscono sintomi che suggeriscono un sonno disturbato o non riposante. I principali segnali che indicano la necessità di una PSG includono:

  • russamento forte e cronico, soprattutto se interrotto da pause respiratorie (apnee) seguite da bruschi risvegli o gasping (ansimare);
  • eccessiva sonnolenza diurna (EDS), con sensazione di stanchezza costante, sonno non ristoratore e addormentamento involontario durante il giorno;
  • sintomi neurologici e comportamentali, come difficoltà di concentrazione, irritabilità, mal di testa al risveglio, nicturia (necessità di urinare spesso durante la notte);
  • fattori di rischio, quali obesità, ipertensione non controllata, o precedenti ictus/infarti inspiegati, poiché le apnee notturne sono un fattore di rischio cardiovascolare significativo.

La polisonnografia è, inoltre, utilizzata per la diagnosi di altre patologie neurologiche del sonno, come la narcolessia o la sindrome delle gambe senza riposo (che richiede una PSG completa di EEG).

Quanto dura

La polisonnografia è un esame che richiede l’intera durata della notte per acquisire dati sufficienti e rappresentativi delle diverse fasi del sonno.

Generalmente, il dispositivo viene applicato dal tecnico nel tardo pomeriggio o in prima serata e l’effettiva durata della registrazione è stabilita per coprire un periodo di sonno di almeno 7-8 ore. Questa finestra temporale è necessaria per catturare i cicli completi del sonno e per avere un numero statisticamente significativo di eventi respiratori (apnee/ipopnee), se presenti. Al mattino, il paziente rimuove il dispositivo autonomamente e lo riconsegna per l’analisi.

È importante sottolineare che la precisione e l’affidabilità del referto dipendono direttamente dal tempo di sonno effettivo registrato, per questo l’intera notte di monitoraggio è essenziale.

Effetti collaterali e controindicazioni

La polisonnografia, in particolare quella domiciliare effettuata con dispositivi compatti come l’Embletta, è un esame non invasivo, sicuro e ben tollerato.

Non ci sono veri e propri effetti collaterali legati alla procedura. Il paziente può avvertire un lieve fastidio dovuto alla presenza dei sensori o delle fasce elastiche sul corpo, che in rari casi possono alterare leggermente il sonno, ma ciò è accettato per l’importanza diagnostica dell’esame. Al mattino, la rimozione degli elettrodi può lasciare un leggero residuo di colla sulla pelle, che si rimuove facilmente con l’acqua.

Al contempo, non esistono controindicazioni assolute, quindi l’esame può essere eseguito su pazienti di tutte le età e con diverse condizioni mediche. L’unica cautela, che viene gestita in fase di preparazione, è legata a condizioni cutanee preesistenti o a ferite aperte nelle aree in cui devono essere applicati i sensori. La procedura è sicura anche in gravidanza, essendo totalmente passiva.

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