
I piedi sostengono l’intero peso del nostro corpo, assorbono gli impatti ad ogni passo e ci permettono di muoverci liberamente nello spazio, adattandosi a qualsiasi tipo di terreno e calzatura. Spesso, però, tendiamo a dimenticare l’importanza della loro salute fino a quando non insorge un dolore, un fastidio o un’alterazione estetica che limita i nostri movimenti quotidiani. Prendersi cura di questa parte del corpo non significa semplicemente trattare un singolo disturbo localizzato, ma preservare la postura, la fluidità della camminata e il benessere dell’intero apparato muscolo-scheletrico.
Presso Clinica Lucchi, il reparto di podologia si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura delle problematiche che colpiscono il piede, dall’età evolutiva fino all’età geriatrica. Attraverso trattamenti personalizzati, terapie manuali mirate e valutazioni della camminata approfondite, i nostri specialisti aiutano ogni paziente a ritrovare il piacere di camminare senza dolore, prevenendo complicanze più gravi legate a posture scorrette o a patologie sistemiche croniche.
Se avverti un fastidio persistente, se noti alterazioni nella forma delle unghie o se provi dolore sotto la pianta del piede durante la giornata, prenota una consulenza specialistica presso Clinica Lucchi per ricevere un piano di cura su misura.
Che cos’è la podologia e perché è fondamentale per la salute generale?
La podologia è la branca della medicina che si dedica allo studio, alla prevenzione e alla cura delle affezioni del piede e delle strutture ad esso correlate. Si tratta di una specializzazione clinica essenziale: il piede, infatti, è il nostro unico punto di contatto con il suolo e qualsiasi alterazione a suo carico si ripercuote inevitabilmente verso l’alto, influenzando la stabilità delle ginocchia, l’allineamento del bacino e la salute della colonna vertebrale.
L’obiettivo della podologia è mantenere o ripristinare la corretta funzionalità del piede in tutte le fasi della vita. Una corretta azione podologica permette di intercettare precocemente i difetti di appoggio nei bambini, di ottimizzare il gesto atletico negli sportivi riducendo il rischio di infortuni e di preservare l’autonomia motoria negli anziani, nei quali la presenza di callosità o unghie spesse può alterare il cammino aumentando il pericolo di cadute.
Chi è il podologo e quali sono le sue specifiche competenze cliniche?
Le persone spesso confondono la cura del piede con trattamenti estetici generici, ma il podologo è un professionista sanitario in possesso di una laurea universitaria abilitante, che si occupa in piena autonomia della cura del piede in ambito clinico. Questo specialista possiede una profonda conoscenza dell’anatomia, della biomeccanica e delle patologie dermatologiche e ortopediche che possono interessare l’estremità inferiore, sapendo distinguere un semplice affaticamento da una patologia strutturale.
Il podologo di Clinica Lucchi lavora a stretto contatto con altre figure mediche della struttura, come l’ortopedico, il diabetologo, il dermatologo e il fisioterapista. Questa collaborazione multidisciplinare è fondamentale soprattutto quando ci si trova di fronte a pazienti complessi, affetti per esempio da artrite reumatoide o diabete, situazioni in cui una banale lesione al piede, se non gestita con gli strumenti e le competenze sanitarie adeguate, può evolvere in complicanze molto severe.
Se hai bisogno di un controllo specialistico o desideri valutare lo stato di salute dei tuoi piedi con un professionista sanitario qualificato, contatta oggi stesso la segreteria di Clinica Lucchi per pianificare il tuo appuntamento.
Patologie e disturbi del piede trattati nella nostra clinica
Il campo d’azione della podologia è estremamente vasto e abbraccia sia problematiche di natura dermatologica e cutanea, sia disfunzioni di tipo strutturale e biomeccanico. Presso la nostra struttura, i pazienti vengono presi in carico per una variegata serie di disturbi:
- Ipercheratosi e lesioni cutanee: i comuni calli (più propriamente detti elomi o duroni) sono accumuli di pelle causati da un attrito o da una pressione eccessiva e concentrata. Il podologo provvede alla loro rimozione indolore e, soprattutto, ne individua la causa meccanica scatenante per evitare che si ripresentino.
- Patologie delle unghie: tra le problematiche più frequenti figurano l’unghia incarnita, che provoca dolore intenso e infezione, le onicomicosi (infezioni fungine dell’unghia) e l’ispessimento patologico della lamina ungueale tipico dell’età avanzata o conseguente a traumi.
- Verruche plantari: infezioni virali causate dal papilloma virus umano (HPV) che si sviluppano sulla pianta del piede, spesso molto dolorose alla pressione, che richiedono trattamenti specialistici per essere eradicate senza danneggiare il tessuto sano circostante.
- Deformità delle dita: condizioni dolorose come l’alluce valgo, il dito a martello, in grinfia o il quinto dito varo, che causano sfregamento continuo contro la calzatura e infiammazioni articolari, curabili preventivamente con ortesi in silicone su misura.
- Sindromi dolorose da sovraccarico: problematiche infiammatorie come la fascite plantare, la tallonite, la tendinite dell’achilleo e la metatarsalgia, strettamente legate a un cattivo appoggio sia nella vita quotidiana che nell’attività sportiva.
La corretta gestione di queste patologie permette non solo di azzerare la sintomatologia dolorosa in tempi brevi, ma anche di prevenire alterazioni strutturali croniche che finirebbero per compromettere la postura globale del corpo.
Come si svolge una visita podologica completa?
La visita podologica presso Clinica Lucchi consiste in un percorso diagnostico e terapeutico accurato che inizia con un’attenta fase di anamnesi. Durante questo primo colloquio, lo specialista raccoglie tutte le informazioni relative alla storia clinica del paziente, allo stile di vita praticato, all’attività lavorativa o sportiva svolta, alla tipologia di calzature utilizzate abitualmente e alla presenza di eventuali dolori o patologie sistemiche note.
Successivamente, si passa all’esame obiettivo vero e proprio. Il podologo valuta visivamente e manualmente lo stato della cute, l’idratazione dei tessuti, la presenza di ipercheratosi, la salute delle unghie e l’eventuale presenza di deformità ossee. Segue, poi, una valutazione funzionale e biomeccanica: il paziente viene osservato sia in posizione statica (in piedi) sia in dinamica (durante il cammino), spesso avvalendosi di un podoscopio o di una pedana baropodometrica computerizzata per mappare con precisione la distribuzione dei carichi e delle pressioni esercitate dal piede sul terreno. Se necessario, la visita si conclude direttamente con il trattamento podologico curativo (rimozione di calli, cura delle unghie) o con la presa delle impronte per la realizzazione di un plantare personalizzato.
Se desideri effettuare uno screening completo del tuo appoggio plantare o hai bisogno di risolvere un problema doloroso legato alle calzature, richiedi un consulto con i nostri specialisti.
Quali sono le norme di preparazione e come presentarsi alla visita?
Per consentire al podologo di effettuare una valutazione diagnostica quanto più precisa ed efficace possibile, è consigliabile seguire alcune semplici norme di preparazione nei giorni precedenti l’appuntamento. Innanzitutto, si raccomanda di non tagliare o limare le unghie nelle 48 ore antecedenti la visita e di non applicare smalti, gel o prodotti curativi coprenti. Questo permette allo specialista di osservare la crescita naturale della lamina ungueale, la sua reale colorazione e la presenza di eventuali discromie o lesioni da sfregamento che smalti o pedicure aggressivi potrebbero mascherare.
È altrettanto importante non asportare autonomamente calli o duroni prima della seduta, poiché l’esatta localizzazione e lo spessore dell’ipercheratosi forniscono al podologo informazioni fondamentali per capire quali siano i punti di iper-pressione meccanica durante il cammino. Inoltre, si consiglia di presentarsi alla visita indossando calzature comode, utilizzate frequentemente nella vita di tutti i giorni o durante l’attività sportiva, oltre che di portare con sé tutta la documentazione clinica precedente, come radiografie del piede, risonanze magnetiche o precedenti referti ortopedici e posturali.
Esistono controindicazioni o rischi legati ai trattamenti podologici?
I trattamenti eseguiti dal podologo sono procedure ambulatoriali mininvasive, generalmente indolori e prive di rischi significativi, a patto che vengano eseguiti da professionisti sanitari qualificati in ambienti idonei e con strumentazione sterile. Non esistono controindicazioni assolute nel sottoporsi a una visita o a una cura podologica, poiché i trattamenti manuali vengono modulati e personalizzati in base all’età, alla sensibilità cutanea e alle condizioni di salute complessive di ogni singolo paziente.
Tuttavia, esistono situazioni di fragilità clinica che richiedono una cautela estrema e l’applicazione di protocolli operativi rigorosi. Nei pazienti affetti da diabete, da gravi patologie circolatorie periferiche (arteriopatie) o in terapia con farmaci anticoagulanti, la rimozione di callosità o la cura di un’unghia incarnita deve essere eseguita con la massima delicatezza per evitare micro-lesioni cutanee, le quali, a causa della ridotta capacità di guarigione dei tessuti di questi soggetti, potrebbero evolvere in ulcere di difficile risoluzione. Per questa ragione, l’automedicazione o il ricorso a personale non sanitario è fortemente sconsigliato, mentre il trattamento podologico specialistico diventa una garanzia di assoluta sicurezza per la salute dell’arto.
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FAQ – Domande Frequenti
Che cosa fa nello specifico un podologo durante una seduta terapeutica?
Durante una seduta terapeutica, il podologo esegue una valutazione clinica approfondita del piede e procede al trattamento mirato delle affezioni cutanee e ungueali riscontrate. Questo include la rimozione indolore di calli e duroni, la correzione e il taglio mirato di unghie incarnite o ispessite, il trattamento di infezioni micotiche o verruche plantari e la progettazione di dispositivi ortesici plantari o digitali personalizzati per riequilibrare i carichi e migliorare la deambulazione del paziente.
Che titolo di studio ha il podologo e qual è il suo inquadramento professionale?
Il podologo è un professionista sanitario che ha conseguito una Laurea Triennale in Podologia (appartenente alla classe delle lauree nelle Professioni Sanitarie della Riabilitazione) presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Questo percorso di studi universitario prevede un severo tirocinio clinico obbligatorio e il superamento di un esame di Stato abilitante all’esercizio della professione, iscrivendolo di diritto all’ordine professionale di riferimento e differenziandolo dalle figure puramente estetiche o non mediche.
Il podologo toglie le verruche plantari e quali metodiche utilizza?
Sì, il podologo si occupa abitualmente della diagnosi e della rimozione delle verruche plantari utilizzando metodiche cliniche sicure e mirate. A seconda delle dimensioni, della localizzazione e dell’anzianità della verruca, può applicare trattamenti chimici cheratolitici controllati, terapie topiche specifiche o ricorrere alla rimozione meccanica dei tessuti superficiali, garantendo la completa eradicazione dell’infezione virale senza causare dolore eccessivo o lasciare cicatrici sulla pianta del piede.
Che differenza c’è tra un medico ortopedico e un professionista podologo?
L’ortopedico è un medico chirurgo specializzato nella diagnosi e nel trattamento, spesso chirurgico o farmacologico, delle patologie strutturali dell’intero apparato locomotore (ossa, articolazioni, muscoli, colonna). Il podologo, invece, è un professionista sanitario della riabilitazione focalizzato esclusivamente sul piede e sulla caviglia; non esegue interventi chirurgici maggiori e non prescrive farmaci sistemici, ma cura direttamente le affezioni locali della cute e delle unghie e corregge i difetti di appoggio tramite terapie manuali e ortesi plantari su misura.
Ogni quanto tempo è consigliabile ripetere un trattamento podologico di controllo?
La frequenza delle sedute podologiche di controllo non è fissa, ma dipende strettamente dalla natura del disturbo e dalle caratteristiche individuali del paziente. Per problematiche croniche come la tendenza alla formazione di callosità dolorose o unghie che tendono a incarnirsi, si consiglia solitamente un controllo ogni 4-6 settimane per mantenere il piede in perfetto ordine; per pazienti sani o sportivi, una visita di screening biomeccanico una volta l’anno è sufficiente per prevenire sovraccarichi, mentre per i pazienti diabetici i controlli devono essere più ravvicinati e programmati preventivamente.
